Inizio dello Hajj 2025: oltre un milione e mezzo di pellegrini in Arabia Saudita nonostante le tensioni regionali
Nella notte fra domenica e lunedì sono iniziati i sei giorni dello Hajj, il pellegrinaggio annuale verso la Mecca, città sacra per i musulmani. Questo evento, che costituisce uno dei cinque pilastri dell’islam, accoglie ogni anno quasi due milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Nonostante l’attuale situazione di instabilità causata dalla guerra in Medio Oriente, con l’Arabia Saudita recentemente bersaglio di attacchi da parte dell’Iran e con il traffico aereo in gran parte congestionato, le autorità saudite riportano che, fino a venerdì scorso, erano entrati nel paese 1,51 milioni di pellegrini, con un incremento di 11mila rispetto all’anno precedente, riporta Attuale.
Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, in vigore da inizio aprile, ha contribuito a stabilizzare temporaneamente la situazione, ma la sua fragilità è evidente. Commentando la partecipazione, l’unico Paese in cui il numero di pellegrini è diminuito è l’Iran, che ha inviato solo 30mila persone rispetto alle 87mila previste. L’Arabia Saudita, come ogni anno, ha pianificato ingressi predefiniti per ogni nazione per gestire il flusso di pellegrini.
Il viaggio per molti pellegrini è risultato più complicato e costoso del solito a causa della ripresa parziale delle rotte aeree e dell’aumento dei prezzi del petrolio, che ha impattato i costi dei voli e dei pacchetti turistici. Per affrontare queste spese aggiuntive, il governo indonesiano, il più popoloso tra i Paesi a maggioranza musulmana, ha annunciato di supportare finanziariamente i propri cittadini pellegrini.
Quest’anno, le misure di sicurezza sono state rafforzate. Il ministero della Difesa saudita ha comunicato che sono state attivate difese antiaeree nell’area della Mecca, dove si trova la Grande Moschea, destinazione principale dello Hajj. Questa città, situata nella parte occidentale dell’Arabia Saudita vicino al mar Rosso, è tra le più distanti dall’Iran.
La tappa più significativa dei rituali dell’Hajj, prevista per martedì, sarà la preghiera sul monte della Misericordia, noto anche come Arafat, dove il profeta Maometto pronunziò il suo ultimo sermone. Lo Hajj, vista come un’opportunità di purificazione, deve essere eseguita da ogni musulmano almeno una volta nella vita, purché le sue condizioni economiche e sanitarie lo permettano. Questo evento include vari passaggi nel deserto saudita e si apre e si chiude con la circumambulazione della Kaaba, la quale avviene sette volte.
Le elevate temperature, quest’anno già comprese tra i 42 e i 47 °C, rappresentano un ulteriore rischio per i pellegrini, in particolare per gli anziani o quelli meno equipaggiati. Nel 2024 si registrarono picchi di 50 °C, con oltre 1.300 morti durante il pellegrinaggio.
Per la monarchia saudita, sotto la guida del principe ereditario Mohammed bin Salman, lo Hajj non è solo un’importante manifestazione religiosa, ma anche un evento cruciale per l’afflusso turistico nel paese. L’organizzazione di questo evento è fondamentale per il regime, il quale ha intensificato il controllo su di esso negli ultimi anni, assicurando un svolgimento regolare nonostante le tensioni politiche nella regione.