Proteste xenofobe in Sudafrica: attivisti aggrediscono stranieri e causano sfollamenti

04.06.2026 13:35
Proteste xenofobe in Sudafrica: attivisti aggrediscono stranieri e causano sfollamenti

Proteste xenofobe in Sudafrica: violenze e morti tra i migranti

Nelle ultime settimane, il Sudafrica ha visto un’escalation di proteste xenofobe che hanno attirato l’attenzione a livello internazionale, sfociando in attacchi violenti contro migranti regolari e irregolari. Questi eventi hanno portato a due decessi confermati di cittadini mozambicani nella città meridionale di Mossel Bay e hanno costretto centinaia di persone a lasciare le proprie case per timore di nuove aggressioni, riporta Attuale.

Le manifestazioni, sebbene non molto partecipate, hanno dimostrato una violenza allarmante. Gli attivisti hanno fatto irruzione in negozi, cantieri e insediamenti informali, intimando ai migranti di mostrare i documenti e affrontandoli con aggressioni fisiche. Alcuni di loro sono stati picchiati e minacciati, mentre le loro abitazioni venivano date alle fiamme. “Dicevano ‘sei uno straniero, non appartieni al Sudafrica, devi andartene’”, ha raccontato un cittadino mozambicano ad AFP. Un negoziante camerunense ha descritto come gli aggressori lo abbiano colpito e definito makwerekwere, un termine dispregiativo per gli stranieri africani.

In un contesto storico caratterizzato da violenze xenofobe, solo lo scorso anno il progetto Xenowatch dell’Università Witwatersrand ha registrato 151 attacchi contro stranieri, in particolare neri africani. Non è un problema recente, ma un fenomeno radicato che si collega a disuguaglianze storiche derivanti dall’apartheid. La realtà di queste aggressioni è descritta come “costante” e diffusa, con sentimenti di afrofobia che generano odio soprattutto verso i cittadini degli stati africani vicini.

Le violenze hanno radici profonde, che risalgono all’era post-apartheid. Durante il governo di Nelson Mandela, politiche di apertura hanno facilitato l’immigrazione da regioni povere del continente, contribuendo a conflitti sociali e tensioni. La crescita di sentimenti xenofobi ha subito un’impennata a causa della crisi economica aggravata dalla pandemia, con un aumento delle frustrazioni anti-immigrazione e oltre 4 milioni di immigrati presenti nel paese, che rappresentano circa il 5% della popolazione.

Due gruppi, March and March e Operation Dudula, hanno guidato le recenti proteste, sostenendo che l’immigrazione irregolare sia la causa di problemi economici e sociali. A novembre si terranno le elezioni locali e la retorica xenofoba è diventata uno dei temi centrali della campagna elettorale. Il presidente Cyril Ramaphosa ha condannato le violenze, promettendo però nuove restrizioni, legittimando così parte del discorso xenofobo. I partiti di destra e estrema destra, come ActionSA e il Partito della Libertà Inkatha, dichiarano apertamente il loro supporto a queste posizioni.

L’ANC, il partito di Mandela, governante per tre decenni, ha cercato di comporre la sua posizione rendendosi conto delle crescenti istanze che minacciano la coesione sociale. Questo scenario complesso, caratterizzato da conflitti interni e da una sempre maggiore pressione economica, ha portato l’ANC a indicare i migranti come capro espiatorio, contribuendo ulteriormente al clima di ansia e aggressione già presente nel paese.

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