Abramovich torna in campo come mediatore tra Ucraina e Russia

09.06.2026 08:25
Abramovich torna in campo come mediatore tra Ucraina e Russia

Roman Abramovich: l’enigmatico mediatore tra Russia e Ucraina torna sotto i riflettori

Nel maggio 2023, Alexandr Rodnyansky, produttore televisivo e regista ucraino, ha rivelato dettagli su una precedente conversazione con il noto presentatore russo Vladimir Solovyov, avvenuta nel 2021, in cui si parlava della possibile invasione dell’Ucraina. Solovyov, reduce da un’intervista con Vladimir Putin, espresse preoccupazioni sull’imminente conflitto, suggerendo la necessità di trovare un mediatore per negoziati. Il nome che emerse fu quello di Roman Abramovich, l’ex proprietario del Chelsea, uno dei pochi in grado di muoversi liberamente tra i due Paesi, riporta Attuale.

Abramovich ha già cercato di svolgere un ruolo di mediatore durante i fragili tentativi di negoziato nel 2022, ma senza successo. Secondo gli esperti, il suo accesso diretto a Putin lo rende una figura unica nel panorama delle relazioni russo-ucraino, in un contesto dove la diplomazia sembra pressoché assente.

Recentemente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato di aver incontrato Abramovich a Kiev il mese scorso. Durante l’incontro, Abramovich ha espresso l’intenzione di portare un messaggio per Putin, richiedendo però che tutto avvenisse nel massimo riserbo. Zelensky ha sottolineato l’assoluta intransigenza dell’Ucraina riguardo alla possibilità di concedere il Donbass alla Russia, definendo tale cessione una vittoria inaccettabile per Mosca.

Queste interazioni si inseriscono in un contesto più ampio di crescente tensione. Durante il recente Forum economico di San Pietroburgo, Putin ha ribadito la sua posizione irremovibile nelle trattative, inviando chiari segnali sull’assenza di volontà russa di negoziare su basi diverse dalla cessione dei territori contesi.

Oltre ai tentativi di dialogo, Abramovich ha avuto un ruolo cruciale anche in altre iniziative, come l’accordo sui cereali, che ha facilitato l’esportazione di prodotti agricoli ucraini attraverso il Mar Nero. La sua capacità di muoversi tra le due nazioni l’ha reso un “confidente” di Putin, secondo quanto riportato dal Financial Times. In un contesto di guerra, è considerato l’unico russo che gli ucraini sono disposti a tollerare, grazie alla sua predisposizione al dialogo.

Tuttavia, la sua figura suscita anche preoccupazione tra gli ultranazionalisti russi, come il canale Tsargrad, che temono possa intraprendere nuove missioni diplomatiche, questa volta tra Mosca e Bruxelles, già avendo contattato figure chiave come l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel. I destini di Rodnyansky e Solovyov rappresentano un contrasto significativo: mentre Rodnyansky è stato condannato a otto anni di carcere in Russia per le sue posizioni contro la guerra, Solovyov si è affermato come una delle voci più forti del regime di Putin. Rimane quindi il mistero che circonda Abramovich, la cui abilità nel navigare tra i conflitti continua a destare interesse e ambiguità.

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