Bankitalia critica il governo sui tagli alle accise: «Interventi limitati e di breve durata»

28.04.2026 13:55
Bankitalia critica il governo sui tagli alle accise: «Interventi limitati e di breve durata»

La frenata della banca centrale sugli aiuti contro la crisi energetica

Le audizioni di peso sul Documento di finanza pubblica iniziano in un clima non proprio ottimista, colpa soprattutto della congiuntura economica e di un cessate il fuoco ad Hormuz, il cui esito rimane incerto tra tregua prolungata e pace. Questa mattina, le commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite a Montecitorio, hanno ascoltato i rappresentanti di Istat, Bankitalia e dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Tutti e tre gli istituti, pur confermando sostanzialmente la validità del quadro contenuto nel Dfp, hanno espressamente frenato sulle tentazioni di impegni avventati da parte del governo, riporta Attuale.

Il capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, Andrea Brandolini, ha messo in evidenza l’importanza di monitorare attentamente le spese future: «Sarà cruciale monitorare in modo accurato l’andamento delle spese, tenendo conto che una crescita dei prezzi più accentuata di quella prevista renderebbe ancora più difficoltoso rispettare il percorso di consolidamento programmato», ha affermato.

Aiuti mirati e contenuti

Brandolini ha criticato in particolare gli interventi attuali che limitano il peso delle accise. Ha sottolineato che gli aiuti futuri non potranno essere prolungati come suggerito da Giancarlo Giorgetti. «La politica di bilancio italiana sarà chiamata ad adempiere agli impegni internazionali sottoscritti in materia di difesa e a far fronte alla necessità di attenuare l’impatto della crisi energetica su famiglie e imprese. La risposta allo shock energetico andrebbe limitata a interventi mirati e di entità e durata contenute». Brandolini ha ribadito l’importanza di mantenere la prospettiva di ridurre la spesa pubblica in rapporto al PIL, esprimendo preoccupazione per il debito: «I limitati margini a disposizione derivano, prima ancora che dalle regole della governance europea, dall’esigenza di porre il debito in rapporto al prodotto su un sentiero discendente. Secondo il quadro tendenziale del Dfp, ciò avverrebbe dal 2027».

Gelo con Istat

Il presidente di Istat, Francesco Maria Chelli, ha risposto in modo netto alle critiche. Al momento della pubblicazione del Dfp, era stata la stessa premier Meloni a stigmatizzare le valutazioni di Istat ed Eurostat, spesso riviste al rialzo. Chelli ha precisato che «il processo di validazione dei Conti di finanza pubblica segue modalità e tempistiche dettate dai regolamenti europei». Ha inoltre aggiunto: «La verifica dei Conti di finanza pubblica viene effettuata con cadenza semestrale (entro il 1° aprile e il 1° ottobre di ogni anno) sotto il coordinamento tecnico di Eurostat. In questo contesto, l’Istat, pur mantenendo un ruolo autonomo e indipendente come responsabile ultimo della qualità dei dati prodotti, svolge anche una funzione di coordinamento e di sintesi tra le diverse istituzioni».

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