Federico Freni si ritira dalla corsa per la presidenza della Consob, la tensione nella coalizione di governo aumenta
Federico Freni ha rinunciato alla candidatura per la presidenza della Consob, segnando un ulteriore sviluppo nella delicata partita di nomine che continua a turbare la coalizione di governo italiana. Il passo indietro del leghista, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, arriva dopo mesi di confronti accesi e veti incrociati, in particolare da parte di Forza Italia. “Ha prevalso la linea del segretario Antonio Tajani, serve un nome terzo e di alto profilo”, afferma un esponente azzurro, mentre Matteo Salvini, leader della Lega, evita di commentare la situazione: “Oggi non parlo”, taglia corto, esprimendo un evidente malcontento. La frustrazione si riflette anche tra le fila del suo partito, dove si lascia intendere che l’appoggio per un candidato di Forza Italia è fuori discussione, riporta Attuale.
Questa situazione preannuncia un difficile muro contro muro, complicando ulteriormente il già fragile equilibrio tra gli alleati di governo. Le voci che circolano su Federico Cornelli, attuale commissario Consob, come preferenza di Forza Italia per la presidenza, sembrano essere state respinte nel modo più decisivo. Con il Consiglio dei ministri in programma nelle prossime ore, Giorgia Meloni dovrà affrontare la sfida di trovare un compromesso tra le diverse posizioni, un compito che potrebbe rivelarsi più complesso del previsto visto l’andamento delle discussioni.
Freni ha spiegato le motivazioni della sua rinuncia ai suoi collaboratori, sottolineando la necessità di evitare un’impasse che potrebbe danneggiare tutti. “Ho fatto prevalere il dovere istituzionale. Non voglio creare problemi al governo, alla Consob e al Paese”, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica, quella stessa testata che ha diffuso inizialmente la notizia. A proposito del veto di Forza Italia su una figura politica, ha commentato: “Mi ricorda molto un senhal, lo schermo dietro cui si celava la donna amata nella poesia provenzale. Ma a questo punto per me è una questione di dignità. Mi dispiace che fare politica possa essere considerato un limite”. Nel frattempo, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha minimizzato la questione: “Sono decisioni sue, io sono contento così almeno rimane a lavorare con noi”.
Ma dai, ma che storia assurda! Non riesco a credere che ci siano così tante tensioni in governo… È tutto un gioco di poltrone e chi ci rimette sono sempre i cittadini. La dignità di Freni mi sembra davvero uno di quei momenti in cui la politica mostra il suo lato peggiore. Mah, non si capisce più niente…