Meloni: apertura al dialogo e strategie economiche alla base della legislatura
Durante il question time al Palazzo Madama, la premier Giorgia Meloni ha tracciato un bilancio politico a metà legislatura, sottolineando l’importanza di un approccio integrato su conti pubblici, salari, energia, casa, Sud e Pnrr. In un contesto di “quadro economico internazionale particolarmente complesso”, Meloni ha sfidato le opposizioni, dichiarando: “Siamo pronti al dialogo con chi vuole il bene dell’Italia”, riporta Attuale.
ECONOMIA La presidente del Consiglio ha risposto a Matteo Renzi evidenziando la necessità di stabilità per realizzare visioni. Ha delineato la strategia economica basata su tre assi: rafforzare salari e potere d’acquisto, incentivare le assunzioni e gli investimenti delle imprese, e sostenere le famiglie e la natalità. Meloni ha fatto riferimento a 153 miliardi già incassati dal Pnrr, con una nona rata in arrivo e 117 miliardi di spesa certificata al 31 marzo 2026, corrispondente al 76% del totale.
SALARI E CONTRATTI Sul tema salari, Meloni ha contestato l’interpretazione delle opposizioni, sostenendo che il calo del potere d’acquisto è avvenuto principalmente nel biennio 2021-2022, a causa dell’aumento dell’inflazione. Ha affermato che i salari stanno nuovamente crescendo più dell’inflazione, proponendo di non adottare un salario minimo legale, ma di puntare sulla contrattazione collettiva: “I salari vadano aumentati rafforzando la contrattazione”. Ha inoltre menzionato il taglio del costo del lavoro e oltre 20 miliardi destinati ai rinnovi del pubblico impiego, con benefici annuali per i dipendenti tra 1.500 e 2.400 euro.
SUD, CASA E GIOVANI Riguardo al Mezzogiorno, la premier ha ribaltato la narrazione: il Sud “non è un problema da risolvere, ma una grande opportunità da cogliere.” Ha evidenziato oltre 1.300 investimenti autorizzati in due anni nel quadro della Zes unica, con un giro d’affari di circa 55 miliardi. Sul piano casa, Meloni ha ribadito che l’abitazione è “un bene fondamentale”, fissando un obiettivo di 10 miliardi per costruire oltre 100 mila abitazioni in dieci anni. Riguardo all’emigrazione giovanile, ha riconosciuto il problema e ha dichiarato che “restare in Italia deve tornare ad essere una scelta competitiva e non un atto di coraggio.”
ENERGIA E SUPERBONUS Meloni ha confermato che entro l’estate sarà approvata la delega sul nucleare e ha rivendicato le misure relative al decreto bollette e la diversificazione delle fonti energetiche. Ha risposto frontalmente alle critiche del M5S sul debito, sostenendo che il rapporto debito/Pil aumenta “solo grazie al Superbonus”, quantificato in 174 miliardi, accusando i precedenti governi di aver “ipotecato i cinque anni successivi”. Infine, ha garantito che il governo non ha aumentato le tasse, ma anzi, le ha diminuite. Meloni ha chiuso il suo discorso posizionando il governo come un punto di stabilità in un periodo di incertezze, invitando le opposizioni a un tavolo di confronto, pur mantenendo ferma la linea della “serietà” e delle priorità già stabilite.