Il governo italiano presenta la legge sul limite agli stranieri nelle classi scolastiche

24.09.2026 06:25
Il governo italiano presenta la legge sul limite agli stranieri nelle classi scolastiche

Il Quirinale ha sollecitato un limite stringente agli spostamenti per gli studenti che devono cambiare scuola, limitando la distanza massima a un paio di chilometri. La questione è emersa in concomitanza con l’esame del testo sulla scuola in Cdm, che include il tetto agli stranieri nelle classi. Mentre le possibilità di un decreto si fanno sempre più concrete, è in atto una mediazione con il Colle. Il presidente della Repubblica, secondo quanto riportato da Repubblica, ha sottolineato l’importanza di bilanciare le esigenze scolastiche con i diritti individuali, evidenziando la necessità di rispettare il criterio della prossimità, riporta Attuale.

La legge sugli stranieri in classe

Il presidente Sergio Mattarella avrebbe manifestato anche dubbi riguardo alle sanzioni previste per i genitori di studenti che indossano il burqa a scuola. Nel frattempo, la premier Giorgia Meloni spinge per una rapida approvazione della riforma, che riguarda i nuovi iscritti nell’anno scolastico in corso e richiede mobilitazione di risorse. Il Corriere della Sera ha tentato di quantificare il numero di classi interessate dalla nuova legge, nonostante l’assenza di dati ufficiali. Secondo Valditara, ci sarebbero circa 34 mila classi con più del 30% di studenti non italiani, ma questa percentuale potrebbe ridursi significativamente poiché le nuove norme si applicano solo agli studenti nati all’estero, che rappresentano circa un terzo del totale.

Due o tre anni

La legge esclude coloro che hanno frequentato le scuole con profitto per due o tre anni, stabilendo come discriminante la conoscenza della lingua. Costanzo Ranci, ordinario di Sociologia economica al Politecnico di Milano e coordinatore del Laboratorio di Politica sociale, ha analizzato i dati dell’Anagrafe scolastica e di Invalsi, evidenziando che gli studenti con background migratorio risiedono soprattutto nelle periferie delle grandi città, in particolare nel Centro-Nord. A Milano, Venezia-Mestre e Bologna, quasi uno studente su quattro delle scuole medie non possiede il passaporto italiano, con un’incidenza di poco meno del 23%.

Il Nord e il Sud

A seguire, Torino registra un 20,2%, Genova un 18,7% e Firenze un 16,7%. Roma è in linea con la media nazionale, attestandosi all’11%. Al Sud, a Palermo gli alunni stranieri rappresentano il 2,7% del totale, mentre a Reggio Calabria il 6,2%. A Milano, 69 scuole primarie su 143 superano il tetto del 30%, e in trenta di queste gli stranieri costituiscono oltre la metà degli iscritti. Tuttavia, se si escludono gli alunni nati in Italia, non risulta che alcuna scuola milanese abbia oltre il 30% di nuovi arrivati. Nelle scuole medie, le istituzioni con alta concentrazione di stranieri sono 40 su 91, ma scendono a 3 se consideriamo solo le prime generazioni.

I quartieri ghetto

Ranci sottolinea che in Italia i quartieri-ghetto sono rari, di conseguenza anche le scuole ghetto sono poche. Tuttavia, molte famiglie scelgono di trasferire i propri figli in istituti con una composizione meno diversificata, rendendo il problema collettivo. Ranci conclude che, piuttosto che perseguire il white flight spostando gli studenti stranieri, sarebbe più utile implementare strategie per incentivare la permanenza degli italiani nel quartiere, apportando maggiori risorse a queste scuole per mantenere elevati standard qualitativi.

Le classi squilibrate

Un’eccessiva disparità nella composizione delle classi può danneggiare gli alunni, in particolare gli stranieri. I risultati Invalsi mostrano che, fino a raggiungere la soglia del 30%, non si riscontrano conseguenze significative né in italiano né in matematica, paragonando le classi con studenti di simile estrazione socio-economica. Tuttavia, una volta superata questa soglia, i risultati peggiorano, con un calo superiore a dieci punti quando la composizione straniera supera il 50%.

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