Il ministro Musumeci: «L’aeroporto di Catania è fuori posto, non l’Etna»

12.08.2026 13:45
Il ministro Musumeci: «L’aeroporto di Catania è fuori posto, non l’Etna»

Il ministro della Protezione civile, ex governatore della Sicilia, Nello Musumeci, ha espresso la sua frustrazione riguardo ai recenti disagi negli aeroporti di Catania e Comiso, caratterizzati da voli cancellati e ritardi, che hanno creato notevoli difficoltà a migliaia di passeggeri durante l’estate. Musumeci sottolinea che il vero problema non risiede nell’Etna, ma nella posizione stessa dell’aeroporto, affermando che «Ad essere fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto», riporta Attuale.

Da dove nasce la proposta di delocalizzare Fontanarossa

Il ministro ha ricordato di aver sollevato la questione già nel 1999, quando mise in evidenza i limiti strutturali di Fontanarossa, particolarmente vulnerabile a causa della sua vicinanza all’Etna. In tale occasione, Musumeci riferisce che la proposta di spostare lo scalo fu integrata nel Piano territoriale provinciale.

Lo studio per un nuovo scalo tra Catania ed Enna

All’epoca, l’idea andava oltre la mera segnalazione del problema. Musumeci ha spiegato di aver commissionato uno studio preliminare per la realizzazione di un nuovo aeroporto situato nella Piana tra Catania ed Enna, concepito per servire sette delle nove province siciliane. Tuttavia, il progetto ambizioso non ricevette il consenso necessario per essere realizzato.

Il secondo tentativo da presidente della Regione

Musumeci ha raccontato di aver riproposto la questione durante il suo mandato da presidente della Regione Siciliana, trovando però l’ostilità della società di gestione dello scalo e l’indifferenza degli enti locali coinvolti. Nel frattempo, il traffico aereo e i flussi turistici sono aumentati «enormemente», mentre le eruzioni dell’Etna hanno continuato a compromettere periodicamente l’operatività degli aeroporti orientali, danneggiando la loro immagine in termini di affidabilità e accessibilità.

Cosa chiede oggi il ministro

Musumeci ha chiarito di non voler necessariamente riproporre il progetto così come concepito quasi trent’anni fa. Tuttavia, i disagi di queste settimane dimostrano che il problema esiste e merita «una riflessione seria e lungimirante» nella programmazione delle grandi infrastrutture, con una visione a lungo termine. La questione, ha concluso il ministro, riguarda in ultima analisi il ruolo che la Sicilia intende ritagliarsi nel futuro della mobilità aerea, in costante crescita.

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