Raqqa: la lotta contro le metanfetamine diventa priorità per la Sicurezza Interna
La Sicurezza Interna a Raqqa, in Siria orientale, ha dichiarato che il problema più grave per la sicurezza della città non è il terrorismo ma la diffusione e lo spaccio di metanfetamine. Hasan al Ibrahimi, un funzionario della Sicurezza, ha dichiarato che, nonostante i loro sforzi, mancano dati sufficienti per fornire numeri precisi su consumatori, sequestri e arresti, poiché l’agenzia è nuova e sta riorganizzando le operazioni dopo il ritiro delle forze curde. A Raqqa dobbiamo ripartire da zero, riporta Attuale.
Questa affermazione, che le metanfetamine siano il principale problema di sicurezza, sorprende considerando che Raqqa è stata la capitale dello Stato Islamico in Siria per cinque anni e presenta ancora cellule clandestine in grado di organizzare circa venti attacchi all’anno, tra cui esplosioni e omicidi mirati. Al Ibrahimi, 28 anni, con un passato da ribelle contro il regime di Bashar al Assad, colloca il terrorismo al secondo posto nella lista dei problemi, relegandolo dietro il drammatico problema delle droghe.
Sei giorni dopo la sua dichiarazione, la Sicurezza Interna ha condotto la sua prima operazione anti metanfetamine, mirando a cinque trafficanti asserragliati in un appartamento. Durante l’intervento, i trafficanti hanno aperto il fuoco, uccidendo due agenti, ma alla fine si sono arresi. Gli agenti, armati e protetti da veicoli militari, hanno poi portato via i trafficanti, evidenziando la serietà della situazione.
Le metanfetamine, a forte potenziale addictive, sono disponibili sotto forma di cristalli o polvere e possono essere fumate, ingerite o iniettate. I siriani le chiamano «H-Bouz» e, al momento, questa sostanza è prevalente a Raqqa, superando anche l’hashish e il captagon, un’anfetamina prodotta dal regime siriano. Il prezzo dell’H-Bouz è aumentato e ora è venduto a trenta dollari al grammo, rendendolo costoso per molte persone nella città, dove gli stipendi medi mensili oscillano tra i 120 e i 150 dollari.
Ismail al Hasan, 34 anni, ha dichiarato che il mercato della droga è visibile e allarmante. «Fate una fila in un negozio e guardate gli occhi della gente per capire cosa intendo», ha detto, riferendosi agli effetti dell’uso di metanfetamine. Nel contesto di una crisi economica e della disperazione, la dipendenza da queste droghe ha portato a comportamenti estremi, e ci si aspetta che il nuovo governo affronti seriamente il problema.
Un report di trasmissione saudita precedente aveva evidenziato la situazione, mostrandone l’impatto. Alla domanda di una residente, le giovani donne parlavano della loro discesa nella dipendenza e delle misure disperate che avevano preso per soddisfare la loro necessità. In un altro caso recente, una famiglia ha consegnato il loro giovane figlio alla Sicurezza Interna dopo aver scoperto che era coinvolto nel traffico di metanfetamine.
Il cambiamento di governo, avvenuto senza scontri, ha sollevato interrogativi sulla sicurezza attuale in città. Nonostante le affermazioni ottimistiche di alcuni agenti sulla stabilità, eventi recenti, tra cui uccisioni di agenti, evidenziano le sfide persistenti e il potere che i trafficanti continuano a esercitare.
La diffusione delle metanfetamine a Raqqa riflette una più ampia crisi sociale in Siria, dove il conflitto ha devastato intere comunità. La guerra civile ha contribuito all’aumento del consumo di droghe, passando dal 3% pre-conflitto all’11% tra i siriani oggi. La trasformazione della Siria in un narco-stato sotto il regime di Assad ha aggravato ulteriormente la situazione, rendendo difficile il ritorno alla stabilità.
In Italia, questa connessione è stata riconosciuta solo di recente, come dimostrato da un sequestro di 14 tonnellate di captagon nel porto di Salerno, inizialmente interpretato come legato allo Stato Islamico piuttosto che al regime siriano. La Giordania, confinante con la Siria, ha intensificato le azioni contro il narcotraffico, affrontando direttamente la minaccia alla sua sicurezza.
Ma che situazione incredibile! Hanno passato anni a combattere il terrorismo e adesso si ritrovano con un problema di droghe tutto nuovo. È scioccante vedere come la guerra abbia devastato tutto, portando a questo aumento della dipendenza. In Italia, stiamo parlando di queste cose, ma lì è tutto su un altro livello… impressionante. E chi l’avrebbe mai detto che le metanfetamine diventassero una priorità rispetto al terrorismo? Davvero una crisi senza fine.