La Russia a rischio recessione: Pil stagnante e attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere

25.05.2026 05:25
La Russia a rischio recessione: Pil stagnante e attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere

L’economia russa in crisi mentre l’Ucraina rilancia con attacchi mirati

Le casse statali della Russia sono sotto pressione crescente, con un significativo rallentamento della produzione industriale. Nonostante i segnali di difficoltà, il presidente Vladimir Putin minimizza la situazione. Dopo un attacco a un impianto chimico in Siberia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato con ironia dicendo che si tratta di una «sanzione a lungo raggio», riporta Attuale.

Durante una conferenza annuale dell’Associazione bancaria, Andrej Kostin, presidente di una delle maggiori banche russe, ha usato toni leggeri per descrivere la crisi economica, parlando di un periodo difficile dal 2014. Ha affermato: «siamo tagliati fuori dalle fonti di finanziamento, abbiamo enormi spese militari», ma pur riempiendo la sala di risate, ha illustrato una realtà drammatica per l’economia russa.

In effetti, l’economia russa sta affrontando uno dei suoi periodi più difficili, con il PIL in calo dell’1,8% e settori produttivi in contrazione da due mesi consecutivi. Il ministro dello Sviluppo economico, Maksim Reshetnikov, ha avvertito che le riserve statali stanno rapidamente esaurendosi, una condizione già apparente per il presidente stesso.

La Banca centrale russa è sotto pressione per ridurre i tassi d’interesse al fine di contenere l’inflazione, ma anche le esportazioni di petrolio, tradizionalmente una fonte di stabilità economica, non riescono a fornire aiuti significativi. Il vicepremier Aleksandr Novak ha dichiarato che il governo non può considerare il petrolio come un rimedio ai problemi di bilancio e macroeconomici.

Novak ha descritto la Russia come un paese a un bivio: ridurre le spese o aumentare le tasse, con la conseguenza che la vita per i cittadini diventerà più difficile. A rendere la situazione ancora più complessa sono gli attacchi ucraini, che hanno danneggiato severamente le infrastrutture russe. Le stime suggeriscono una perdita del 35% della capacità di raffinazione del petrolio, cruciale per il mercato.

Nelle ultime ore, un nuovo attacco ha colpito l’impianto Metafrax Chemicals, fornendo un duro colpo a un settore vitale per lo sforzo bellico russo, a solo 1.700 chilometri dal fronte. Questo evento ha spinto molti cittadini russi a riflettere sulle conseguenze finanziarie del prolungamento del conflitto in Ucraina.

Con le elezioni politiche che si avvicinano, i politici russi stanno cercando di cavalcare il malcontento economico, indirizzando le responsabilità verso il governo invece che verso Putin. Alcuni, come Renat Suleimanov, deputato della Duma, hanno avvertito che la guerra in Ucraina sta pesando seriamente sulle finanze pubbliche e che è urgente una risoluzione della crisi. Secondo un sondaggio recente, il 62% dei cittadini chiede negoziati di pace immediati, indicando un’inquietante disaffezione verso il proseguimento del conflitto.

1 Comment

  1. Ma dai, che situazione triste! La Russia sembra in grave difficoltà, ma Putin continua a far finta di niente. E’ incredibile come il ministro delle finanze riesca a ridere parlando di crisi. Chissà come la prenderanno i russi quando vedranno i prezzi salire e le tasse aumentare. Devo dire che la guerra sta portando solo disagi sia lì che qui in Europa…

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