Malpezzi critica la cultura woke e ribadisce la posizione del Pd
La senatrice Simona Malpezzi, esponente della minoranza riformista del Partito Democratico, condivide le critiche di Giuseppe Conte riguardo all’impossibilità che la cultura woke possa ispirare la lotta del centrosinistra contro le disuguaglianze. “Condivido l’idea che la cultura woke non possa essere l’architrave politica di una forza progressista. Ma aggiungo che proprio per questo sono da sempre nel Pd, che non ha mai sposato quella cultura, che ha portato altrove anche a derive ideologiche. Il Pd è sempre stato vigile sulle discriminazioni, le disuguaglianze e i diritti: tenendo insieme quelli civili e sociali, a partire dalla nostra esperienza di governo. Questo dibattito lanciato da Conte per me non riguarda il Pd”, riporta Attuale.
Malpezzi ha contestato anche l’interpretazione di Conte, il quale sembra suggerire un predominio della cultura woke all’interno del Pd di Elly Schlein. “Ripeto: quello è eventualmente il racconto di Conte. Che forse dovrebbe pensare ad allargare il consenso dei 5 Stelle invece di guardare in modo poco obiettivo in casa d’altri. Anche perché per vincere le elezioni dovremmo impegnarci tutti a far percepire più nettamente che vogliamo migliorare concretamente la vita delle persone. Non basta avere in agenda le disuguaglianze: bisogna rappresentarle”, ha detto. “Più che di esegesi giornalistiche, occupiamoci quindi del programma da presentare ai cittadini preoccupati per le bollette e il costo dei libri di testo, con un calendario scolastico lontano dai tempi di lavoro delle famiglie, con posti nido ancora insufficienti e troppo cari, con fuori sede esclusi dal diritto allo studio. Di questo dovremmo parlare: cose concrete che toccano la vita dei cittadini”.
Riguardo al ruolo del Pd nel coordinare il centrosinistra, Malpezzi ha affermato che “tra i leader della coalizione si sia tenuto conto di due aspetti: o la guida va al partito più forte, quindi al Pd, o si fanno le primarie, utili a un maggior coinvolgimento specie in questa stagione di grande astensionismo”. Ha quindi negato qualsivoglia inadempienza, sottolineando l’importanza di un dialogo strategico.
Inoltre, ha commentato la sfida lanciata da Conte per la premiership, dicendo: “Mi sfuggono onestamente i riformisti del Pd, area di cui faccio parte, pro Conte. Che, per il resto, sta facendo la propria partita come sempre. Mi permetterei solo di avvertire che costruire una coalizione significa riconoscere e rispettare il ruolo esercitato dai compagni di viaggio. Schlein lo fa dall’inizio col suo “testardamente unitari“. Conte spesso lo dimentica”.
Infine, rispetto alla presunta possibilità che Conte possa fare un passo indietro, Malpezzi ha risposto: “Non sono a conoscenza di questa indiscrezione, ma nasco con il partito delle primarie. E, anche se non devono essere un totem, so quanto possano essere utili per mobilitare”. Ha concluso ribadendo l’importanza di non considerare mai la competizione politica in termini di “male minore”, ma come opportunità per presentare la migliore candidatura contro la destra.