Camelia Mihailescu è una figura centrale all’interno del entourage di Roberto Vannacci, con stretti legami che si estendono fino a Mosca. La sua connessione con personaggi influenti in Russia si riflette nelle previsioni errate riguardanti l’invasione dell’Ucraina e le spese da lei sostenute come addetto militare dell’ambasciata, riporta Attuale.
Camelia Mihailescu, moglie di Vannacci, è parte integrante della cerchia che circonda il Generale Fetecchia. Fa parte del gruppo di amici e sostenitori legati alla sua associazione Mondo al Contrario e al partito Futuro Nazionale. Tra questi, si trovano Eliseo Bertolasi, Ugo Rossi, Stefano Valdegamberi, il «barone nero» Roberto Jonghi Lavarini, e il consulente finanziario Giovanni Trombetta. Si unisce a loro Pietro Stramezzi, un italorusso residente a Mosca, spesso in contatto con Anton Kobyakov, consigliere di Vladimir Putin.
La moglie del soldato
Stando a Il Giornale, Camelia Mihailescu, figlia di un ufficiale dell’esercito romeno, ha incontrato Vannacci a Bucarest prima di seguirlo a Mosca. È presidente di Generazione Xa, una delle organizzazioni legate al progetto politico del marito. La sua storia familiare è contraddistinta da legami con il passato ultranazionalista della Romania, con nonni sostenitori della Legione dell’Arcangelo Michele. Attualmente, Camelia sostiene Calin Georgescu, figura di spicco dell’estrema destra romena, critico nei confronti della NATO e dell’appoggio all’Ucraina.
Gli amici
Nel suo giro di conoscenze spicca Eliseo Bertolasi, ex paracadutista della Folgore e attualmente attivo nel Movimento Internazionale dei Russofili. Ricevette onorificenze da Putin, mentre l’Unione Europea ha sanzionato il movimento, ma non Bertolasi. Altri elementi di questo cerchio includono Ugo Rossi, che ha elogiato Putin, e Stefano Valdegamberi, insieme a Jonghi Lavarini, coinvolto in un caso controverso di espulsione dal partito.
L’invasione mancata
Il quotidiano riporta infine le vicende legate al generale durante l’invasione russa dell’Ucraina. Da addetto militare dell’ambasciata italiana, Vannacci aveva previsto, poco prima del 24 febbraio 2022, che Mosca non avrebbe attaccato Kiev. Dopo l’invasione, l’allora ambasciatore italiano Giorgio Starace aveva erroneamente affermato che i russi avrebbero invaso l’Ucraina «come un coltello nel burro», ma ciò non avvenne.
Il libro e la politica
Norberto De Angelis, ex presidente del Mac e parte del gruppo di Vannacci prima della rottura, ha commentato che il generale stava preparando il terreno per la politica attraverso il suo libro. Il Tar del Lazio ha respinto il 25 settembre 2024 il ricorso contro gli 11 mesi di sospensione di Vannacci. I giudici hanno considerato la sua condotta come priva di «senso di responsabilità» e hanno ritenuto legittima la valutazione secondo cui il generale non avrebbe compreso l’impatto delle sue dichiarazioni.
I soldi di Mosca
L’articolo conclude ricordando il periodo di Vannacci a Mosca come addetto militare e un procedimento archiviato dalla procura militare riguardante i costi di permanenza della moglie e delle figlie. Gli ispettori hanno rilevato che le indennità per la famiglia in Russia non corrispondevano ai periodi di effettiva residenza, in particolare durante l’anno scolastico. Tuttavia, il procedimento è stato infine archiviato.