Mosca non ha mai ingaggiato un confronto diretto con l’Occidente sul piano militare, ma da anni conduce una guerra parallela nello spazio informativo. Qui, al posto di carri armati, avanzano fake news, deepfake e contenuti generati da intelligenza artificiale. L’obiettivo è colpire il punto più vulnerabile delle democrazie: la fiducia dei cittadini e l’opinione pubblica.
La rete CopyCop e la sua espansione globale
Secondo un’analisi di Insikt Group di Recorded Future, nel 2025 la Russia ha ampliato in modo significativo la rete CopyCop (Storm-1516), creando oltre trecento siti mascherati da media locali in Stati Uniti, Canada, Germania, Francia e Norvegia. Alcune piattaforme imitano persino organizzazioni di fact-checking e utilizzano lingue insolite come turco, ucraino e swahili, puntando a segmenti fragili della società democratica.
Gli operatori di CopyCop si servono di modelli linguistici basati su Meta Llama 3, producendo interviste inventate, inchieste su scandali inesistenti e contenuti che screditano Ucraina e NATO. Domini apparentemente affidabili, come Torontojournal.ca o Truefact.news, confondono l’utente comune, riducendo la distanza tra realtà e manipolazione.
Figure chiave e piattaforme mirate
Dietro la macchina di disinformazione emergono nomi di rilievo. John Mark Dougan, ex vice-sceriffo statunitense rifugiato a Mosca nel 2016, collabora con centri analitici russi e strutture del ministero della Difesa. A lui e al suo team vengono attribuiti siti come Albertaseparatist.com, mirato a fomentare separatismo in Canada, o Brusselsleaks.eu, utilizzato per diffondere falsi documenti sulla Commissione europea.
Un altro caso emblematico è quello di Jan Marsalek, ex dirigente di Wirecard, fuggito in Russia dopo il crollo finanziario della società. Avvistato in Crimea e vicino al fronte ucraino, rappresenta come Mosca trasformi ex manager in strumenti multifunzionali per intelligence, logistica e propaganda.
Impatti sulla società europea
L’effetto di queste operazioni è molteplice: erosione della fiducia nei media tradizionali e nei leader politici, manipolazione del dibattito sull’aiuto a Kyiv, sostegno a movimenti radicali. In Francia circolano falsi su presunte violenze di rifugiati ucraini; in Germania teorie di complotto sulla NATO; in Polonia, notizie di droni ucraini che avrebbero colpito villaggi locali.
CopyCop colpisce per rapidità: grazie all’AI, oggi è possibile lanciare decine di siti a settimana. Piattaforme come EastNordicVoice.org alimentano proteste e diffidenza, mentre parallelamente si registrano cyberattacchi e tentativi di sabotaggio infrastrutturale.
Elezioni sotto pressione: Romania e Moldavia
Il ruolo destabilizzante della disinformazione è stato evidente nelle presidenziali rumene del 2024, quando una massiccia campagna online coordinata da Mosca ha spinto la Corte costituzionale ad annullare il primo turno del voto, un fatto senza precedenti.
In Moldavia, secondo Bloomberg, Mosca avrebbe elaborato un piano di interferenza per le legislative del 28 settembre 2025: acquisto di voti, creazione di falsi scandali, manipolazioni via social network e reclutamento di gruppi criminali per provocazioni durante e dopo il voto. L’obiettivo è minare il Partito Azione e Solidarietà di Maia Sandu e indebolire il percorso europeo del Paese.
La risposta dell’Occidente
Le contromisure occidentali includono il blocco di siti, la cooperazione con i registrar dei domini e regolamenti per l’uso dell’AI. Negli Stati Uniti è attivo il programma “AI Transparency”, mentre l’Unione europea valuta la creazione di un centro di contrasto agli attacchi deepfake. Tuttavia, le sole soluzioni tecniche non bastano: occorrono educazione civica, consapevolezza digitale e volontà politica per fronteggiare un’offensiva che mira a trasformare società aperte in spazi polarizzati e vulnerabili.
Il rischio, per l’Europa, è che l’inerzia favorisca l’espansione di una “guerra invisibile” che compromette la stabilità delle istituzioni e rafforza l’influenza del Cremlino proprio mentre gli Stati Uniti riducono i programmi di sostegno ai propri alleati.
Incredibile come la Russia riesca a infiltrarsi anche nel nostro dibattito politico! Non ci rendiamo conto che queste fake news sono come un virus che corrode la nostra democrazia. Serve più educazione ai media, altrimenti rischiamo di essere tutti vittime di questa guerra invisibile… triste!