Scudo a Kiev, l’Ue accelera

18.04.2024
Scudo a Kiev, l’Ue accelera
Scudo a Kiev, l’Ue accelera

La Germania: tutti partecipino. Zelensky: «Meritiamo le stesse armi di Israele, dateci Patriot e Samp-T»

Due lettere. La prima, simbolica, l’hanno scritta un’ottantina di eurodeputati ai leader di Germania, Polonia, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Grecia per chiedere di mettere a disposizione dell’Ucraina i sistemi di difesa Patriot in loro possesso. «Ne servono almeno altri sette». La seconda, più concreta, porta invece la firma di due ministri tedeschi – Annalena Baerbock (Esteri) e Boris Pistorius (Difesa) – è stata indirizzata a tutti gli Stati in possesso dei sistemi di difesa antimissile, chiedendo di metterli a disposizione di Kiev «al più presto». Non solo i Patriot, ma anche per esempio gli italo-francesi Samp-T. La lettera non è arrivata solo ai membri dell’Ue e della Nato, ma anche ai Paesi terzi, tra cui alcuni del mondo arabo.

«Stiamo assistendo a un cambiamento delle minacce in Ucraina – hanno scritto i due ministri –. La Russia sta utilizzando sempre più spesso bombe plananti che possono essere sparate da una grande distanza dal confine russo». L’allarme è stato ribadito anche da Volodymyr Zelensky, che ieri sera si è collegato con i leader Ue all’inizio del Consiglio europeo. Ha raccontato del raid russo sulla città ucraina di Chernihiv, a circa 150 chilometri a Nord di Kiev, con tre missili da crociera Iskander che hanno colpito un edificio di otto piani uccidendo 17 persone e ferendone 61. «Succede ogni giorno – ha spiegato – e purtroppo non abbiamo lo stesso livello di difesa visto in Medio Oriente nei giorni scorsi. Meritiamo lo stesso livello di sicurezza perché tutte le vite sono uguali. È il momento che l’Europa mostri la sua leadership, altrimenti perderemo. Ci servono sistemi Patriot, Samp-T, Iris-T e Nasams».

Poco prima, nel pomeriggio, il presidente ucraino ne aveva parlato al telefono anche con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che si è subito mosso in due direzioni. Da un lato, ha convocato per domani una riunione del Consiglio Nato-Ucraina, proprio per discutere della fornitura di sistemi di difesa aerea. Dall’altro, ha mandato un messaggio per rassicurare gli alleati che non vogliono privarsi dei mezzi militari per paura di rimanere scoperti: «Se vi doveste trovare a scegliere tra il raggiungimento degli obiettivi di capacità della Nato e la fornitura di più aiuti all’Ucraina, il mio messaggio è chiaro: inviate di più all’Ucraina».

Nel testo delle conclusioni del vertice Ue, le diplomazie europee hanno fatto mettere nero su bianco che «il Consiglio europeo sottolinea la necessità di fornire urgentemente una difesa aerea all’Ucraina e di accelerare e intensificare la fornitura di tutta l’assistenza militare necessaria, comprese le munizioni di artiglierie e i missili». Ma l’iniziativa va ben al di là del club dei 27 e coinvolge la Nato, i Paesi del G7 e appunto anche alcuni Stati del Golfo Persico, invitati a unirsi a quella che è stata ribattezzata Iaad, “Immediate action on air defence”, azione immediata per la difesa aerea.

Il cancelliere Olaf Scholz, illustrando l’iniziativa del suo governo per unire questa coalizione internazionale, ha invitato i colleghi a verificare i propri arsenali e ha ricordato che la Germania «ha già fornito due sistemi Patriot e ora ha deciso di consegnarne un terzo». Come dire: noi abbiamo già dato, ora tocca a voi.

Preoccupano inoltre i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche. «Molta gente in Ucraina si sta ritrovando senza corrente elettrica – spiegava ieri prima del Consiglio europeo Kaja Kallas – e questo spingerà certamente molti ucraini a emigrare». La premier estone ha invitato i colleghi «a non ripetere gli errori commessi negli Anni 30 del secolo scorso», quando i tanti fronti caldi sullo scenario globale «furono trattati come eventi separati senza capire che facevano parte di un qualcosa di più ampio». Secondo Kallas, infatti, gli eventi dall’Ucraina al Medio Oriente sono in qualche modo collegati: «I droni iraniani che hanno attaccato Israele sono gli stessi che attaccano l’Ucraina tutti i giorni. Se gli stessi alleati sono in grado di abbatterli là, forse sono in grado di farlo anche in Ucraina». Secondo la premier non è necessario un intervento diretto, ma basterebbe fornire i sistemi di Difesa a Kiev.

Durante la cena di ieri, i leader Ue hanno parlato anche della crisi in Medio Oriente. Hanno condannato in modo «inequivocabile» l’attacco iraniano contro Israele, preannunciando altre sanzioni. Hanno ribadito la necessità di evitare una escalation nella regione «e in modo particolare in Libano». Ma hanno anche rilanciato la richiesta di un cessate il fuoco e di un pieno accesso agli aiuti umanitari per i palestinesi.

Fonte: LaStampa

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