Continua lo scontro tra Stati Uniti e Iran senza accordo in vista
DALLA NOSTRA INVIATA
NEW YORK – Le violazioni del cessate il fuoco proseguono, mentre Iran e Stati Uniti non hanno ancora raggiunto un accordo preliminare per porre fine al conflitto. Venerdì notte, il Comando centrale Usa ha intercettato sei missili balistici su sette lanciati dall’Iran contro il Bahrein e il Kuwait, mentre il settimo non ha colpito alcun obiettivo. Inoltre, quattro droni che rappresentavano una minaccia per il traffico marittimo regionale sono stati abbattuti nello Stretto di Hormuz, riporta Attuale.
Successivamente, gli americani hanno colpito stazioni radar iraniane sulla costa e sull’isola di Qeshm, spiegando che queste azioni erano necessarie per difendersi da ulteriori attacchi. Il Bahrein ha richiesto a Teheran di porre fine alla «seria escalation» e alla «violazione della sovranità», sottolineando che l’uso deliberato di missili e droni contro civili «costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario».
Dall’altra parte, i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato di aver preso di mira obiettivi militari americani nel Golfo, inclusa la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait e la Quinta flotta della Marina Usa in Bahrein. Durante la settimana precedente, un attacco ha danneggiato un terminal per voli civili all’aeroporto internazionale del Kuwait, causando una vittima e diversi feriti.
Il ministero degli Esteri iraniano ha denunciato le azioni statunitensi, affermando che «non solo non hanno la volontà di ridurre le tensioni, ma aggravano seriamente la sicurezza della regione». Ha anche esortato gli altri paesi a non permettere agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio per aggressioni contro l’Iran.
In un’intervista venerdì sera alla tv americana Nbc, il presidente Trump ha affermato che gli iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo perché sono «forti» e «orgogliosi», ma che alla fine «non hanno scelta» e saranno costretti a trovare un accordo, sebbene ci vorrà tempo.
Durante un comizio in Wisconsin, Trump ha anche promesso che «usciremo dall’Iran molto rapidamente» e ha predetto un calo dei prezzi dei fertilizzanti. Tuttavia, ha criticato chi lo spinge a intervenire rapidamente, sostenendo che «ci vogliono anni per fare queste cose», paragonando la situazione attuale con la guerra in Vietnam e sottolineando che le sue tempistiche sono notevolmente più rapide.
Trump ha riconosciuto che l’Iran possiede ancora il 21-22% del suo arsenale missilistico. Secondo fonti, i negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner erano in visita al laboratorio nazionale di Oak Ridge, in Tennessee, per consultazioni con esperti di arricchimento dell’uranio. È stato creato un team di esperti per la «fase 2» dei negoziati, ma un accordo preliminare è indispensabile prima di avanzare.
Inoltre, Trump ha proposto di inserire una scadenza di 60 giorni per limitare le riserve di uranio arricchito, mentre gli iraniani richiedono 90 giorni, e ci sono divergenze sui fondi iraniani da «scongelare» da banche estere. In questo contesto, il ministro dell’Interno pachistano Mohsin Naqvi ha fatto visita a Teheran per mediare.