Al termine del Consiglio federale, il leader della Lega ha dichiarato: «Mi è stata ribadita all’unanimità dei presenti la fiducia nel mio ruolo di segretario». Tuttavia, ha aggiunto, «voglio che sia il Congresso ad avere l’ultima parola», riporta Attuale.
Non è ancora stata fissata né la data né il luogo per il Congresso federale straordinario della Lega, ma Matteo Salvini ha manifestato l’intenzione di accelerare i tempi. «Ho chiesto di fare in fretta, quindi entro un mese al massimo», ha spiegato il vicepremier al termine del Consiglio federale del partito in via Bellerio, a Milano, che è durato circa quattro ore. La mancanza di una data è dovuta al fatto che la commissione regolamento deve ancora definire le modalità per il congresso. «Non siamo un partito di plastica – ha sottolineato Salvini – abbiamo decine di migliaia di iscritti, abbiamo delle regole e, fortunatamente, abbiamo quasi mille tra sindaci e vicesindaci».
«Mi piacerebbe farlo a Milano»
Il luogo del congresso è ancora da definire. «Al momento non c’è», ha affermato il leader della Lega, aggiungendo però: «Fatemi dire che da milanese mi piacerebbe farlo a Milano». L’annuncio del Congresso straordinario è giunto a sorpresa dal palco del tradizionale raduno di Pontida, domenica scorsa. L’obiettivo dichiarato è affrontare una fase caratterizzata da tensioni interne e divisioni nel partito.
Salvini: «Chiederò la fiducia alla mia comunità»
L’appuntamento di ottobre sarà dunque un congresso elettivo, e non solo programmatico. «Il Consiglio federale mi ha ribadito all’unanimità dei presenti la fiducia nel mio ruolo di segretario, ma come ho detto ieri a Pontida voglio che sia il Congresso che rappresenta tutti i militanti, tutti i sindaci, tutti i territori ad avere l’ultima parola» ha affermato il leader leghista. Gli è stata chiesta se ci saranno altre candidature: «Io ci conto, aspetto che si candidi qualcun altro», ha aggiunto.
Nessuno si è fatto avanti, ma alcuni scommettono sul capogruppo Massimiliano Romeo. Salvini, tuttavia, ha riservato una velata stoccata: «A chi parla della “fronda lombarda”, dico che dovrebbero essere arrabbiati i veneti, i liguri, i toscani o i calabresi, perché i nostri 5 ministri sono tutti lombardi». Quindi ha proseguito: «gli unici che non possono chiedere più rappresentanza sono i lombardi». Assenti per impegni istituzionali erano Luca Zaia e Massimiliano Fedriga.
Foto copertina: ANSA/MICHELE MARAVIGLIA | Matteo Salvini a Pontida, 20 settembre 2026