Dall’ammissione del portavoce alla lettera inviata mesi fa, la nuova norma rischia di violare dure direttive europee, riporta Attuale.
C’è tensione tra Italia e Commissione europea sulla legge sulla caccia, approvata in prima lettura al Senato la scorsa settimana e ora in attesa di essere votata anche alla Camera. Nel linguaggio misurato della Commissione europea, un portavoce ha indicato che la nuova legge italiana è sotto osservazione, nonostante l’iter parlamentare non sia ancora concluso. Questo tipo di dichiarazione è rarissimo, poiché generalmente i commenti ufficiali vengono rilasciati solo dopo l’approvazione definitiva del testo di legge.
Le dichiarazioni della Commissione
La conferma che “stiamo seguendo attentamente la questione e ne seguiremo gli sviluppi” assume un peso particolare, poiché non è un episodio isolato. Oggi, 29 giugno, il Corriere della Sera anticipava che sarebbero emersi dubbi anche dalle prime valutazioni dell’ufficio legislativo del Quirinale.
Particolarmente significativo è il fatto che il 18 dicembre 2025, mentre la Commissione Ambiente del Senato esaminava il testo, è pervenuta una lettera informale dalla Commissione che avvertiva il rischio di violazione della Direttiva Habitat e della Direttiva Uccelli, minacciando la possibilità di una nuova procedura di infrazione.
I lupi e gli altri punti critici
La norma approvata dal Senato presenta diversi punti critici, sollevati da Pd, Avs e Movimento cinque stelle e dalle principali associazioni ambientaliste, che hanno organizzato varie iniziative di protesta. Alcuni aspetti, come il declassamento del lupo da specie «rigorosamente protetta» a «protetta», sono in linea con le aspettative della Commissione, mentre altre questioni, come l’apertura alla caccia allo stambecco, sono state eliminate. Tuttavia, persistono criticità significative.
Il calendario della caccia
La modifica più controversa riguarda la possibilità di allungamento dei calendari venatori, attraverso delibere regionali che non richiedono vincoli sul parere dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Questo suscita preoccupazioni che le lobby territoriali possano prevalere sulla conservazione della fauna. La Commissione ha osservato che, già con l’attuale normativa, “l’anno scorso ha ricevuto lamentele” riguardo alla durata dei calendari venatori approvati dalle regioni, alcuni dei quali permettono la caccia a specie protette durante periodi cruciali per la loro riproduzione e migrazione.
Altri aspetti controversi riguardano il tipo di armi per la caccia notturna agli ungulati, consentite dalla legge ma vietate a livello europeo, e l’uso di richiami vivi, considerando i già esistenti problemi di commercio illegale in Italia. Inoltre, la legge amplia le libertà per gli agriturismi venatori rispetto al passato.
Con la pubblicazione della lettera, la maggioranza di governo ha reagito con indignazione, parlando di pressioni e ingerenze esterne. In vista dell’approdo del testo alla Camera, Fratelli d’Italia e Lega non sembrano predisposti a rallentare il processo legislativo. Le critiche del centrosinistra continuano, con il senatore Peppe De Cristofaro di Avs che afferma: “È una riforma che risponde solo alle richieste del mondo venatorio, persino sanzionando chi protesta pacificamente e chi cerca di ostacolare le battute di caccia.”