L’analisi del voto regionale suggerisce rischio di pareggio alle prossime elezioni politiche

26.11.2025 05:35
L'analisi del voto regionale suggerisce rischio di pareggio alle prossime elezioni politiche

I flussi dicono che molti di centrodestra hanno preferito il candidato del centrosinistra. E oggi i collegi uninominali sono a rischio. Per questo il governo vuole cambiare la legge elettorale, riporta Attuale.

Il governo Meloni non è stato battuto alle elezioni regionali. Anzi, il centrodestra continua ad avere buone possibilità di rivincere alle elezioni politiche. Ma adesso la partita è aperta. L’analisi dell’Istituto Cattaneo sui flussi elettorali in Campania, Veneto e Puglia spiega che i candidati comuni al Sud riaprono la competizione a livello nazionale, con il rischio di pareggio o di una maggioranza risicata. Secondo l’analisi, il centrodestra e il centrosinistra con M5s sarebbero testa a testa nel proporzionale, e quindi il risultato finale sarebbe determinato dai seggi ottenuti nei collegi uninominali, sempre che si votasse con il Rosatellum.

Centrodestra e centrosinistra

Nel 2022, il centrodestra ha stravinto nei collegi contro i tre che si presentavano: M5s e Terzo Polo più centrosinistra, guadagnando 98 seggi in più. Adesso ne vincerebbe appena 34, con possibilità di cali in Sicilia, Sardegna e Calabria. L’interrogativo è, spiega Salvatore Vassallo, «se sia preferibile un esito potenzialmente indeterminato, con la formazione di governi sostenuti da un’esile maggioranza o addirittura da intese tra partiti di entrambe le coalizioni». Oppure un sistema come quello delle Regionali, che ha consentito vittorie nette anche nell’equilibrio tra le coalizioni.

L’Italia divisa alle elezioni regionali

La mappa del voto evidenzia un’Italia divisa: «Con il Nord e il Centro al centrodestra; la zona rossa (Toscana ed Emilia-Romagna) e le grandi regioni del Sud al centrosinistra; con Sicilia, Calabria e Sardegna come “campo di battaglia”». Secondo il Consorzio Opinio Italia, circa il 30% degli elettori che alle Europee votarono per il centrodestra in Puglia ha ora scelto Antonio Decaro. In Campania, la percentuale si ferma appena sotto il 20%. In queste due regioni, il Pd è primo partito. In Veneto, Luca Zaia è mister 200 mila preferenze, superando Alfredo Vito, che con la Dc ne prese 121 mila in Campania 40 anni fa. Nella regione, il M5s ottiene il 9,9%, il miglior risultato, mentre il peggiore è in Veneto, con 2,2%.

Da destra a sinistra

Il travaso dei voti è decisivo nella decisione sul vincitore. In Campania, dopo Vincenzo De Luca è arrivato Fico, mentre Edmondo Cirielli ha ricevuto, oltre ai voti del centrodestra, anche il 7% di chi alle europee preferì il Pd e il 3% di chi scelse il Movimento. Circa il 20% di coloro che nel 2020 votarono per un partito tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega ora ha optato per Fico. Quindi, spiega al Corriere Antonio Noto, «in Campania si è registrato un significativo travaso di voti da una parte e dall’altra. Il presidente uscente di centrosinistra non ha mantenuto i propri voti e li ha ceduti al centrodestra, ma nello stesso tempo il centrodestra ha perso moltissimi elettori».

La Campania

In Campania, il 19% degli elettori di FdI ha ora votato il campo largo alle regionali. Anche il 22% di chi votò Forza Italia alle europee ha scelto il candidato del centrosinistra. Inoltre, i voti provenienti dalla Lega ammontano al 16%. «Fico era definito estremista e invece ha sottratto voti al centrodestra. E quello che è vero per la Campania è ancora più vero per la Puglia», conclude Noto.

In Puglia, il 31% di chi scelse Fratelli d’Italia alle europee ora ha votato Decaro alle elezioni regionali, così come il 30% di chi optò per Forza Italia e il 28% di chi votò Lega. «E questo spiega il motivo per cui Decaro ha ottenuto un ottimo risultato nell’urna. Decaro ha ricevuto molto più della somma dell’ex governatore Michele Emiliano e di Antonella Laricchia, che era la candidata M5S, quindi è chiaro che ha preso voti anche dagli elettori di centrodestra. L’astensione ha colpito entrambi gli schieramenti allo stesso modo», conclude il sondaggista.

Le simulazioni di Youtrend

Un campo largo compatto potrebbe mettere in difficoltà il centrodestra, come indicano anche le simulazioni di Youtrend, riportate oggi da Repubblica. Secondo l’istituto di ricerca diretto da Lorenzo Pregliasco, tra i 20 collegi uninominali non vinti dal campo largo nel 2022 ce ne sono sei in cui Pd, M5S, Avs e Iv uniti sono favoriti, quattro in Campania e Puglia. A questi si aggiungono dodici collegi contendibili, di cui quattro sempre in Campania e Puglia. Alla luce dei 120 senatori eletti dal centrodestra su 200, più i senatori a vita, questi diciotto collegi «potrebbero determinare la differenza tra un’altra vittoria netta nel 2027 della coalizione guidata da Giorgia Meloni e una situazione in cui nessuna coalizione otterrebbe la maggioranza a Palazzo Madama, con conseguente rischio di ingovernabilità».

La legge elettorale

Proprio per questo il centrodestra intende modificare la legge elettorale con un premio di maggioranza per la coalizione vincente che raggiunge il 40%, abolendo i collegi. Resta da chiarire se il nome del candidato premier debba essere indicato sulla scheda. Forza Italia, ribadisce il portavoce azzurro Raffaele Nevi, «è affezionata al metodo attuale, cioè che chi prende più voti va a fare il presidente del Consiglio».

1 Comment

  1. Non so più cosa pensare. La politica in Italia è un vero casino… il centrodestra che perde voti e il centrosinistra che sembra fare cappotto? E pensare che anni fa sembrava tutto diverso. I numeri parlano chiaro, ma cosa ne sarà di noi? Boh…pure io mi scomodo a votare e poi?

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