Tre aree critiche per i viaggi: Egitto, Vietnam e Stati Uniti

15.03.2026 06:15
Tre aree critiche per i viaggi: Egitto, Vietnam e Stati Uniti

Il settore turistico italiano resiste nonostante le crisi geopolitiche

Il presidente di Aidit, Domenico Pellegrino, ha evidenziato le sfide attuali nel settore turistico italiano in un contesto di tensioni internazionali. Nonostante la guerra in corso da alcune settimane, non si osserva una contrazione della domanda né panico tra i viaggiatori. Tuttavia, rimangono problematiche logistiche significative. Ad esempio, il Golfo Persico è off-limits, spingendo le agenzie a cercare soluzioni alternative. Attualmente, destinazioni come Dubai hanno ripreso quasi l’80% dell’operatività, ma Abu Dhabi e Qatar faticano a recuperare, riporta Attuale.

Pellegrino ha anche commentato il perché gli italiani continuino a viaggiare nonostante le incertezze economiche. “Il viaggio non è più un bene di lusso”, ha affermato, “è una necessità per rigenerarsi. Sebbene gli italiani abbiano una minore capacità di spesa rispetto a qualche anno fa, il settore ha mostrato grande resilienza. In meno di una settimana, oltre 7.000 italiani presenti nella zona di conflitto sono riusciti a tornare a casa, un risultato notevole”.

In merito alle aree geografiche colpite dalla crisi, Pellegrino ha identificato tre regioni critiche. Oltre all’area mediorientale, particolarmente apprezzata dagli italiani, ci sono danni evidenti in Egitto, una meta ancora ambita grazie a un ottimo rapporto qualità-prezzo, e nell’area comprendente Vietnam, Giappone e Thailandia, che risente delle restrizioni aeree. Inoltre, la percezione di sicurezza negli Stati Uniti è in calo, trasformando quella che era un tempo una destinazione forte in una scelta incerta.

Stando a Pellegrino, il governo italiano ha fornito assistenza nel rimpatrio dei cittadini. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con la Farnesina e abbiamo ricevuto un valido supporto. Tuttavia, il costo economico è stato significativo per le agenzie. Stiamo attualmente discutendo con il governo per ottenere tutele per il settore”. Egli ha notato che molti viaggiatori, anche amici suoi, hanno dovuto spendere ingenti somme per rientrare da soli, dimostrando la difficoltà della situazione. La principale sfida adesso è trovare soluzioni alternative, poiché, come sottolineato, la domanda rimane stabile, ma ci sono ostacoli logistici da superare.

1 Comment

  1. Incredibile come il settore turistico riesca a resistere a tutto questo. Nonostante le tensioni, sembra che gli italiani non vogliano rinunciare ai loro viaggi. Ma che dire delle problematiche logistiche? È pazzesco dover spendere tanto solo per tornare a casa… Spero che le agenzie trovino soluzioni!

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