Legge elettorale, preferenze in arrivo ma no alla norma «taglia cespugli»

31.08.2026 16:35
Legge elettorale, preferenze in arrivo ma no alla norma «taglia cespugli»

Scadenza per emendamenti al Senato: tensioni nel governo

Domani, martedì 1, scade il termine per la presentazione degli emendamenti al Senato, mentre la maggioranza affronta diversi dubbi sulla propria strategia. L’obiettivo è giungere a una risoluzione entro il prossimo autunno, nonostante le critiche provenienti da Fratelli d’Italia (Fn) e dal centrosinistra, riporta Attuale.

L’architettura dello Stabilicum, o Melonellum, rappresenta il piano ipotizzato dalla premier Giorgia Meloni nei mesi scorsi. Tuttavia, esponenti del centrodestra temono che, piuttosto che adottare il modello di ballottaggio avanzato da Marcello Pera, prevalga la scelta di mantenere lo status quo, utilizzando l’attuale legge che favorisce i partiti in caso di pareggio.

Una recente riunione tecnica della maggioranza ha confermato la pianificazione per gli emendamenti, che saranno presentati domani, 1 settembre, alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, in tempo per la scadenza fissata per le ore 12.

No alla norma «taglia cespugli»

Un aspetto tecnico significativo è la decisione di non proseguire con la norma «taglia cespugli», che prevedeva l’esclusione dei partiti sotto la soglia del 3% dalla possibilità di contribuire ai voti della coalizione. Questa norma, considerata a rischio di incostituzionalità, era stata già segnalata al Quirinale. La sua eliminazione potrebbe semplificare il percorso legislativo, rendendo più agevole l’approvazione del testo.

In termini politici, la questione legata alle preferenze è tornata in agenda, dopo aver saltato il voto alla Camera per un solo voto contrario. Nella nuova versione si prevede il ritorno di un capolista vincolato, ma senza una chiara alternanza di genere, che non sarà presente né per i capolista né per le liste di partito, eccetto che per il premio circoscrizionale.

Ipotesi di ballottaggio

Rimane aperto il dibattito sull’inserimento del ballottaggio nel testo, sebbene l’attuazione possa risultare complessa a causa del bicameralismo italiano. L’introduzione di un ballottaggio darebbe al centrodestra l’opportunità di attrarre voti degli elettori di Futuro Nazionale, senza richiedere una partnership strutturale. Tuttavia, tra i vari premi associati ai listini e la doppia votazione per Camera e Senato, le incognite persistono. Secondo alcune fonti della maggioranza, la discussione sul ballottaggio potrebbe essere un modo per allungare i tempi della legislazione.

Con i sondaggi attualmente poco favorevoli per il centrodestra, votare con l’attuale legge elettorale garantirebbe una certa rappresentanza per Forza Italia e Lega. Tuttavia, la premier Giorgia Meloni ha esplicitato in privato e in pubblico di preferire una potenziale sconfitta piuttosto che un pareggio.

Per ora, l’intenzione di prolungare i tempi di discussione sembra prevalere, con la proposta di presentare alcuni emendamenti sia a nome del gruppo che individualmente, ma di procedere in aula senza relatore. In tal caso, gli emendamenti votati in commissione decadrebbero e si tornerebbe al testo base, con necessità di termine per la presentazione. L’arrivo in aula è atteso per il 9 settembre e la scadenza per il voto è fissata entro il 15. Il tempo non manca, ma è limitato.

Reazioni di Vannacci e critiche dal centrosinistra

La possibilità di includere un ballottaggio nella legge elettorale ha suscitato reazioni miste, tra cui quella di Roberto Vannacci, che ha descritto la situazione come una mossa della paura. Intervenendo sui social, Vannacci ha interrogato: «Se siamo così irrilevanti perché tanta fretta di cambiare le regole?».

Critiche dure sono giunte anche da Elly Schlein, la quale ha messo in evidenza come il dibattito si riparta nel giorno in cui il Sole 24 Ore ha certificato un aumento del 30% in cinque anni nel costo della vita: «Mentre le famiglie italiane fanno i conti con l’incompetenza di questo governo, con i carburanti alle stelle e i generi alimentari che costano quasi il 30% in più, Giorgia Meloni si concentra esclusivamente sull’adeguamento della legge elettorale».

1 Comment

  1. Ma come si fa a cambiare continuamente le regole? Con la situazione economica che abbiamo, l’unica cosa che questo governo sa fare è occuparsi della legge elettorale. Le famiglie italiane stanno soffrendo e loro pensano al ballottaggio… incredibile!

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