Manifestazione ad Amendolara dopo l’omicidio di braccianti: richieste di intervento per il caporalato
Roma, 6 giugno 2026 – La politica si muove dopo la strage dei braccianti ad Amendolara: Schlein e Landini in testa al corteo indetto dalla Cgil per le strade di Amendolara marina dopo l’omicidio di 4 braccianti – tre afghani e un pachistano – avvenuto lunedì scorso. Diverse migliaia i partecipanti. Nel corteo anche delegazioni di braccianti stranieri e lavoratori provenienti da tutta Italia. Oltre alle bandiere delle varie sigle riconducibili alla Cgil, sono presenti delegazioni del Partito democratico, del M5s, di Libera, di Rifondazione comunista, dell’Anpi e di Legambiente. Il corteo si muove ordinatamente intonando slogan per la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. “Basta morti e clandestinità”, dicono i manifestanti, riporta Attuale.
La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, durante la manifestazione ha dichiarato: “Bisognerebbe rafforzare la legge sul capolarato mettendo più risorse, assicurando che sia attuata fino in fondo e prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato“. Schlein ha sottolineato la necessità di tutelare le vittime che denunciano, introducendo “percorsi chiari, soluzioni abitative, con formazione, assistenza legale, sanitaria e psicologica. Bisogna rendere conveniente e sicuro denunciare lo sfruttamento, una piaga strutturale, non fenomeni episodici”. Inoltre, ha proposto di “superare anche la legge Bossi-Fini, rafforzando le forze dell’ordine e la magistratura”, sottolineando la creazione di una procura specializzata contro le agro-mafie.
“C’è bisogno di una rivolta morale e sociale, delle coscienze”, ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Non si può continuare a far finta di non vedere quello che sta succedendo nel nostro Paese, sia in agricoltura che nell’edilizia e nella logistica, tanto al Sud quanto al Nord”. Landini ha evidenziato che “è necessario che il governo si assuma la responsabilità di applicare le leggi esistenti, in particolare quella contro il caporalato”. Ha proposto una misura per misurare il lavoro necessario per ogni impresa, affermando che “se ho dei terreni, e mi servono 1.000 ore di lavoro a persona, devo avere 1.000 ore di lavoro a persona regolari. Quando non avviene bisogna che si intervenga”.