Estradizione di Leonardo Bertulazzi: l’ex brigatista verso l’Italia
La Corte Suprema argentina ha recentemente dato il via libera all’estradizione in Italia dell‘ex Br Leonardo Bertulazzi, attualmente detenuto a Buenos Aires dal 29 agosto scorso, a seguito della decisione del governo di Javier Milei di revocargli lo status di rifugiato, riporta Attuale.
La lunga fuga di Leonardo Bertulazzi si avvia verso la conclusione. Il brigatista, arrestato in Argentina, sarà restituito all’Italia dopo che il suo status di rifugiato, ottenuto nel 2004, è stato annullato. Già nel 2002 era stato arrestato a Buenos Aires a seguito di un’approfondita indagine condotta dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, insieme alla Digos di Genova e all’Interpol, ma venne rilasciato dopo pochi mesi.
Bertulazzi, parte della colonna genovese delle Brigate Rosse, ha una pena complessiva di 27 anni di carcere da scontare per reati come sequestro di persona, associazione sovversiva, banda armata e altri crimini. Latitante dal 1980, ha avuto un ruolo significativo nel sequestro dell’ingegnere navale Piero Costa nel 1977 a Genova. Il 12 gennaio di quell’anno, Costa, membro di una nota famiglia di armatori liguri, è stato rapito dalle Br mentre tornava a casa. Dopo 81 giorni di prigionia, Costa venne rilasciato, ma il sequestro fu in realtà un’operazione di autofinanziamento. I 50 milioni di lire raccolti per il suo riscatto furono utilizzati per acquistare l’appartamento di via Montalcini 8 a Roma, dove si tenne prigioniero Aldo Moro durante il suo sequestro.
La polizia argentina ha attuato il provvedimento restrittivo in presenza di agenti dell’intelligence italiana, nonché di dirigenti delle forze di polizia e operatori della Digos di Genova, che erano in servizio a Buenos Aires da alcune settimane per monitorare la situazione.
In una nota ufficiale, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso un sincero riconoscimento alle autorità argentine per aver portato a termine l’arresto di Bertulazzi, già condannato in Italia a 27 anni di carcere per reati di terrorismo. La revoca dello status di rifugiato da parte della Commissione per i Rifugiati argentina ha reso possibile l’arresto di questo latitante, frutto di una proficua collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane, argentine e l’Interpol.